V Domenica di Quaresima - anno C
La pagina evangelica dell’adultera ci ricorda che la vita è continuamente un gioco di specchi: proiettiamo sugli altri le nostre frustrazioni, condanniamo in loro quello che non osiamo vedere in noi.
La donna adultera messa in mezzo diventa la proiezione di tutti i maschi che la circondano, in lei possono vedere tutta la loro incapacità di rimanere fedeli alla Legge. Proiettano su di lei la loro frustrazione, la loro incapacità di essere perseveranti. L’adulterio di questa donna è l’immagine del loro possibile adulterio, del loro essere inevitabilmente infedeli a Dio.
Siamo tutti adulteri, infedeli a noi stessi, alla nostra vocazione, infedeli alla vita, traditori delle relazioni più intime. Cerchiamo continuamente nuovi amanti che possano illuderci con le loro promesse di vita.
La pace del cuore è come delizioso banchetto ma “non v’ha pace per il disonesto”
Un monito davvero forte del nostro Santo per quanti seguono la strada della “disonestà” ossia quella della violenza, del sopruso, dell’ingiustizia, della malvagità
< Non v’ha pace per il disonesto! Egli è disceso nella umiliazione la più degradante: il turbamento siede a tiranno dell’anima sua: i suoi orecchi sono chiusi alla voce del bene: la sua lingua mormora il peccato, il suo sguardo è fuoco che brucia e getta bagliore sinistro.
Non v’ha pace per il disonesto! I sentimenti più nobili e generosi sono sradicati; v’ha una corruzione che del suo puzzo offende il firmamento. Come sospira e come geme ad un tempo il disonesto! Segue il torrente che lo trascina e ne ha rossore, resiste e cede vorrebbe spezzare i suoi lacci e li bacia, somiglia l’inebriato che volendo levarsi dalle braccia del sonno, cento volte solleva il capo e cento volte ricade.
Non v’ha pace per il disonesto! Dio è luce delle anime, è vita e bellezza pel cuore. Quanto più l’uomo a Dio si avvicina, tanto più è illuminato; ma quanto più se ne scosta, tanto più lo circondano le tenebre della morte. Sgraziate lo schiavo dei sensi! una violenza sottentra all’altra, un disordine s’intreccia coll’altro, Satana lo deride, lo deride il secolo. Qua un sentimento, là un sollecito, dove l’infamia, dove la beffa. Somiglia una città presa d’assalto dalla rabbia d’un nemico implacabile e vittorioso!
Non v’ha pace per il disonesto! Da per tutti come il fratricida Caino porta la memoria del suo delitto, e da per tutto ne subisce il castigo. Come Davide ha sempre il suo peccato davanti agli occhi, non per piangerlo, ma per trovarvi il suo giudice e il suo carnefice.
IV Domenica di Quaresima - anno C

Con la parabola del Padre misericordioso, Gesù ci svela il cuore di Dio. Il cuore di un Padre che non dice al figlio scapestrato “Me la pagherai” ma che aspetta, con amore, il suo ritorno e che, vedendolo arrivare da lontano, gli corre incontro preoccupato solo di restituirgli i segni della sua dignità di figlio: il vestito bello, l’anello, i calzari. L’unica cosa che questo Padre ha a cuore è che il figlio sia, con lui, sano e salvo. La sua misericordia è traboccante, incondizionata. La nostra condizione di figli di Dio è frutto dell’amore del cuore del Padre; non dipende dai nostri meriti o dalle nostre azioni, e quindi nessuno può togliercela, neppure il diavolo! Questa parola di Gesù ci incoraggia a non disperare mai. In qualunque situazione della vita, non dobbiamo dimenticare che non smetteremo mai di essere figli di Dio, di essere figli di un Padre che ci ama e attende il nostro ritorno. Anche nelle situazioni più brutte della vita, Dio ci attende, Dio vuole abbracciarci, Dio ci aspetta. (leggi la catechesi di Papa Francesco)
Sentimenti del "nostro" Santo dinanzi alla Passione di Cristo

Ti amo, o Signore!
Gesù!... Gesù!... Gesù!... quanto è soave amarti, o caro Signore! per primo saluto ricevi uno slancio d’amore!
Come il povero cieco sospira la luce, o come l’orfano va cercando l’amore di sua madre - così ho sospirato l’ora del tuo amore, o mio Dio!
Ah ti ho trovato finalmente, o sospiro dell’anima mia!
Ti sei lasciato intenerire dalle desolazioni e dall’abbandono del tuo povero servo:quanto sei grande e buono!
Le tue misericordie sono più immense dei cieli e mi cavano le lagrime abbi sempre misericordia di me tu che sei il Signore!
Il tuo sguardo ha aperto il mio cuore alle tue vampe della tua carità
Benedetto sii tu, o Signore che vi hai accesa una fornace d’amore!
Al tuo foco i miei desideri si son fatti puri come i fiori, come la neve sull’altitudine della montagna!
Ah sento che il cuore cresce e divampa ... ma sei dunque fuoco o Signore?
Tu che mi avvolgi l’anima, e la inabissi in un oceano ardentissimo d’amore? ...
Caro Gesù, quest’oggi voglio un regalo da te: - dammi le tue spine, ché voglio coronare il mio cuore, ho bisogno di soffrire tanto, vivere de’ tuoi dolori, e nel dolore sprigionarti l’amore! ... da ogni ferita di spina esca una gran voce d’amore!
O mio Signore, come sei dolce, quanto è soave amarti!
Ah ti sento ora, sento che mi ami.... oh che fiamma, che luce, oh che vita d’amore sei mai!
Ah Signore, è poco le spine, vieni, o Gesù crocifisso, vieni, o Gesù amore,vieni, e configgi la tua croce nel mio cuore, voglio languire sulle tue ferite, voglio morire d’amore sopra le piaghe del tuo cuore trafitto!
Se la terra conoscesse mai la felicità che è nell’amarti!
Oh! vieni adunque o Signore, vieni, ché non ti abbandonerò mai più!
Alzi pure barriere il mondo, mi serviranno di scala per volare fra le tue braccia.
I turbini della passione faranno, soffiando, la mia fiamma più viva.
O fiori, o stelle, o angeli, - su cantate l’inno eterno dell’amore: dite, dite:
O Dio grande e buono! O amore santo! O Amore! Amore!
(Scritti 61,3)
Indulgenza plenaria

In occasione dei 150 anni della nascita di San Luigi Orione , dal 12 Marzo 2022 al 29 agosto 2022 , la Chiesa concede la possibilità di lucrare l'indulgenza plenaria , alle solite condizioni , pregando in una delle case in cui operano i figli e le figlie di don Orione
III Domenica di Quaresima - anno C

E' oggi il tempo per cambiare, temporeggiare potrebbe lasciarci a mani vuote
II Domenica di Quaresima - anno C
In questa seconda domenica di Quaresima Gesù porta con sè Pietro, Giacomo,Giovanni e ciascuno di noi e ci mette "dentro" la sua preghiera. Gesù si trasfigura e ci "abilita" a trasfigurarci, se solo gli consentiamo di entrare nella nostra quotidianità ed in particolare in quella parte di noi che fa più fatica. Egli vuole proprio farci una maschera di bellezza.
I Domenica di Quaresima - anno C
La quaresima è il tempo in cui lavorare sul nostro buio perché in esso gradatamente entri una porzione di luce, cosicché la luce della Pasqua possa non andare sprecata.
Chi è abituato al buio di fronte ad una forte luce ne resta abbagliato tanto da essere costretto a chiudere gli occhi non certo ad aprirli
A imitazione di Gesù siamo chiamati ad esercitarci nel dire dei no decisivi, per giungere a dire il grande sì della Pasqua, il grande sì di un uomo libero, capace di stare dentro la realtà senza essere asservito dalla realtà, divenendo così capaci di "vedere" la LUCE
Quaresima: tempo favorevole per trasformare l'ordinario in straordinario
La Quaresima è tempo favorevole di rinnovamento personale e comunitario che ci conduce alla Pasqua di Gesù Cristo morto e risorto. Durante questo tempo siamo chiamati a rispondere al dono di Dio accogliendo la sua Parola «viva ed efficace». L’ascolto assiduo della Parola di Dio fa maturare una pronta docilità al suo agire che rende feconda la nostra vita. Se già questo ci rallegra, ancor più grande però è la chiamata ad essere «collaboratori di Dio», facendo buon uso del tempo presente per seminare anche noi operando il bene. Questa chiamata a seminare il bene non va vista come un peso, ma come una grazia con cui il Creatore ci vuole attivamente uniti alla sua feconda magnanimità. (leggi il messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2022)
La Quaresima è davvero un tempo privilegiato per trasformare l'ordinario in straordinario, condividiamo un sussidio di meditazioni elaborato dalla parrocchia orionina "Madonna della Provvidenza" di Palermo (scarica il sussidio)
Appello dei Superiori Generali della PODV per l'emergenza Ucraina
"Invochiamo Maria per ottenere la pace e che la Madonna prema non tanto sul cuore di Dio, quanto su quello degli uomini.”(Don Orione)
Cari confratelli, consorelle, amici, benefattori della Famiglia Carismatica Orionina, Pace e benedizioni dal Signore.
Tutti noi stiamo seguendo con apprensione le drammatiche notizie riguardanti la crisi in Ucraina. È triste vedere che attraverso il dialogo e il confronto politico non si riescano a trovare delle soluzioni per porre fine a questa guerra.
Noi vogliamo rimanere saldi nella speranza e lasciarci provocare dagli inviti di Papa Francesco che ci chiede di non stancarci mai di rispondere al male con la carità. È proprio questo lo scopo di questa nostra lettera: vi chiediamo di aderire ad un’iniziativa di carità orionina a favore delle persone colpite da questa sciagura.

