Sabato, 14 Maggio 2022 23:02

16 maggio 2022: Festa di San Luigi Orione

Nel giorno della festa liturgica del nostro Santo Fondatore, chiediamo a Don Orione di saper custodire l'eredità che ci ha lasciato e con le sue stesse parole,  vogliamo levare alla Vergine SS la nostra preghiera affinchè possa essere saziata la nostra sete di  fede,  di speranza e  di carita’. 

Avevo sete di fede!

Quell’atmosfera di dubbio che si respira nel mondo

era penetrata a poco a poco nell’anima mia, e la inaridiva.

Le era necessaria, come ai polmoni, un’atmosfera più pura,

più balsamica, più celeste.

O Madonna della Divina Provvidenza, è intorno a te che io l’ho respirata!

E’ ai tuoi piedi che la mia anima si è aperta alle cose del cielo,

e che il miracolo è diventato per essa come una cosa naturale…

essa grida soddisfatta: Io credo! Io credo!

Avevo sete di speranza!

Tutto sembrava morto!

No! Non è morta la società

che si rialza per proclamare la divinità di Gesù,

la potenza di Maria, la forza della Chiesa cattolica!

Chi con lo sguardo volto verso il cielo, non griderà-

Io spero! - Io spero! - ?

Avevo sete di carità!

O Madre mia sento che presso il vostro altare,

il mio cuore inaridito

ha ritrovato la sua potenza d’amore santo e puro!

Maria ha confermata la mia fede,

rianimata la mia speranza,

risvegliata la mia carità.

(DOLM,580)

13 maggio 2022:  l'Istituto Secolare Orionino ricorda il 25^ anno del suo riconoscimento canonico,da parte del vescovo di Tortona Mons. Martino Canessa.


Invitiamo tutti gli amici a ringraziare, con noi, per questo grande dono, Dio Padre e la Vergine Santissima che, proprio il 13 maggio è festeggiata a Fatima. Ella,  per questa coincidenza di data, è la patrona dell'Istituto.

A lei chiediamo di intercedere presso il Figlio suo perché doni nuove e sante vocazioni alla Chiesa e all'Istituto.

 

Alle ore 21,00 (italiane) le consacrate si uniranno spiritualmente in preghiera.

 

Sabato, 16 Aprile 2022 23:47

S. Pasqua 2022

 

Morì e fu sepolto; il terzo giorno risuscitò dai morti”: 

E’ questo il mistero fondamento della fede e della speranza, la pietra d’angolo della nostra vita cristiana.

Santa Pasqua!

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Volgendo lo sguardo alla Croce riconosciamo che le nostre "strategie di vita"

sono in realtà "logiche di morte" 

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Con il Giovedì Santo comincia il "triduo santo", cioè tre giorni in cui a rallentatore si ripercorre tutto il nocciolo della fede in Cristo.
La giornata di oggi è tradizionalmente conosciuta come la liturgia dell'ultima cena, cioè del momento in cui Gesù istituisce l'Eucarestia.
E' paradossale, però, il fatto che oggi durante la messa "in coena domini" si legga la versione che ne dà l'evangelista Giovanni.
Non ci sono pani spezzati e calici passati di mano in mano, ma si racconta più che altro di piedi lavati e di silenzi imbarazzati. Gesù si inginocchia, dopo essersi cinto le vesti, e lava i piedi ai discepoli. Perché proprio i piedi?

(SCARICA IL VIDEO CON LA CATECHESI DI L. M. EPICOCO)

Giuda vende Gesù, Pietro lo rinnega…
Due discepoli… due amici… due persone che hanno conosciuto, frequentato e condiviso tanto con Gesù, lo hanno visto pregare, lo hanno visto predicare, lo hanno visto fare miracoli, sono stati scelti da Lui, sono stati amati da Lui, ma che nonostante questo… lo vendono e lo tradiscono. Anche noi siamo come quella folla osannante che subito dopo si ritrova a gridare “Crocifiggilo”. E’ questa la contraddizione che ci accomuna e di cui dobbiamo avere contezza.
La passione di Gesù ci insegna che per essere discepoli… per essere cristiani… per essere amici… occorre la fedeltà… occorre esserlo sempre, fino alla fine!

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Sabato, 26 Marzo 2022 08:39

V Domenica di Quaresima - anno C

La pagina evangelica dell’adultera ci ricorda che la vita è continuamente un gioco di specchi: proiettiamo sugli altri le nostre frustrazioni, condanniamo in loro quello che non osiamo vedere in noi.

La donna adultera messa in mezzo diventa la proiezione di tutti i maschi che la circondano, in lei possono vedere tutta la loro incapacità di rimanere fedeli alla Legge. Proiettano su di lei la loro frustrazione, la loro incapacità di essere perseveranti. L’adulterio di questa donna è l’immagine del loro possibile adulterio, del loro essere inevitabilmente infedeli a Dio.

Siamo tutti adulteri, infedeli a noi stessi, alla nostra vocazione, infedeli alla vita, traditori delle relazioni più intime. Cerchiamo continuamente nuovi amanti che possano illuderci con le loro promesse di vita.

Un monito davvero forte del nostro Santo per quanti seguono la strada della “disonestà” ossia quella della violenza, del sopruso, dell’ingiustizia, della malvagità

< Non v’ha pace per il disonesto! Egli è disceso nella umiliazione la più degradante: il turbamento siede a tiranno dell’anima sua: i suoi orecchi sono chiusi alla voce del bene: la sua lingua mormora il peccato, il suo sguardo è fuoco che brucia e getta bagliore sinistro.

Non v’ha pace per il disonesto! I sentimenti più nobili e generosi sono sradicati; v’ha una corruzione che del suo puzzo offende il firmamento. Come sospira e come geme ad un tempo il disonesto! Segue il torrente che lo trascina e ne ha rossore, resiste e cede vorrebbe spezzare i suoi lacci e li bacia, somiglia l’inebriato che volendo levarsi dalle braccia del sonno, cento volte solleva il capo e cento volte ricade.

Non v’ha pace per il disonesto! Dio è luce delle anime, è vita e bellezza pel cuore. Quanto più l’uomo a Dio si avvicina, tanto più è illuminato; ma quanto più se ne scosta, tanto più lo circondano le tenebre della morte. Sgraziate lo schiavo dei sensi! una violenza sottentra all’altra, un disordine s’intreccia coll’altro, Satana lo deride, lo deride il secolo. Qua un sentimento, là un sollecito, dove l’infamia, dove la beffa. Somiglia una città presa d’assalto dalla rabbia d’un nemico implacabile e vittorioso! 

Non v’ha pace per il disonesto! Da per tutti come il fratricida Caino porta la memoria del suo delitto, e da per tutto ne subisce il castigo. Come Davide ha sempre il suo peccato davanti agli occhi, non per piangerlo, ma per trovarvi il suo giudice e il suo carnefice.