Preghiamo per la nostra sorella Aparecida Soares
Suffraghiamo l’anima della nostra sorella Aparecida Soares, una colonna per l’Istituto Secolare Orionino in Brasile che il 2 luglio 2024 è tornata alla casa del Padre. Per molti anni ha svolto il ruolo di Responsabile locale dell'Istituto; da tempo era ospite della casa per anziani di Behtania a Rio de Janeiro. Riposi in pace in compagnia di San Luigi Orione e dei nostri santi di Famiglia.
Preghiamo per l’anima di Aparecida secondo quanto disposto dalla Regola di Vita
“I vincoli di amore e di carità non si rompono con la morte. Ricevuta la notizia della morte di una sorella, ogni orionina offrirà la partecipazione ad una S. Messa e tre rosari in suo suffragio. Ogni gruppo regionale, farà celebrare una S. Messa. Ogni anno, durante gli Esercizi Spirituali, una giornata sarà dedicata al suffragio delle sorelle defunte” ( Regola di Vita, art. 42.)
XII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B "Con chi stare negli alti e bassi della vita"

E’ sera e Gesù ordina di mettere la barca in mare. E’ un Gesù scomodante. La sera è un tempo di passaggio caratterizzato da una ambivalenza: il passaggio dall’oggi al domani nel tempo di riposo. Al tempo stesso, il passaggio dall’oggi al domani avviene mediante un tempo di sospensione del controllo e del governo del presente . “Attraversiamo l’altra riva” (Mc 4, 35). La traversata con Gesù richiede di lasciare la tua riva sicura, le tue stampelle rassicuranti.
La spiritualità delle relazioni
Dopo un excursus sul fondamento di relazioni autentiche e profonde, alla luce della parola di Papa Francesco, ci si sofferma sulla figura di San Luigi Orione, un vero esperto di relazioni. Si esamina, in particolare, la corrispondenza tenuta dal nostro Santo con Angela Solari, vedova Queirolo, una benefattrice del Piccolo Cottolengo genovese. Ed infine si getta uno sguardo sulla vita fraterna delle PSMC e delle sorelle dell’ISO. C’è sempre un gap tra l’ideale e il reale, ma è contemplando l’Ideale che si cammina
E' deceduta la nostra sorella Anna Greco

ANNA GRECO
Aggregata dell’Istituto Secolare Orionino
Anna Maria Greco è nata il 21 gennaio 1938 a Pinarolo PO (Pavia) ed è morta il 22 marzo 2024, al Policlinico di Pavia, dopo un brevissimo ricovero.
Abitava in Via Monte Grappa 4, a Pinarolo Po (PV), con le due zie che ha accudito fino alla loro morte. Da poco tempo risiedeva al Focolare Don Orione, in autonomia, presso il pensionato orionino di Fumo (PV).
Il mattino del 19 marzo. è stata trovata in gravi condizioni per cui è stata subito portata al Policlinico di Pavia. Gli è stata riscontrata una setticemia in rapida diffusione e nella notte del 20 marzo è deceduta. L'ultima a vederla nell'ospedale è stata la cugina Antonia Silva che gli era molto amica, anche lei di Pinarolo Po.
Il parroco di Pinarolo, don Gianfranco, celebrerà una Messa di Esequie il 6 aprile, alle ore 18,00. Le ceneri saranno consegnate il 4 aprile e saranno sepolte nel cimitero di Pinarolo Po nella tomba del papà Michele.
Anna Greco era persona di grande intelligenza, aveva due lauree, lavorò ad alto livello in Mediobanca e alla Deutsche Bank. Viveva a Milano fino a quando, terminato il lavoro, si ritirò a Pinerolo Po. Era mite e discreta, autonoma e molto capace. Soprattutto negli ultimi anni viveva di Dio, di preghiera, aperta, buona e generosa. Conobbe Concetta Giallongo, responsabile ISO, e ne restò molto affezionata. Fu lei a farmela conoscere e da circa 30 anni fu aggregata all’Istituto Secolare Orionino; frequentava gli esercizi e gli incontri, contenta di essersi data a Dio.
Don Flavio Peloso FDP
Domenica delle Palme- La croce di Gesù è la nostra "scuola della sofferenza"
Nel racconto della Passione oggi appare con evidenza che Dio ormai si è compromesso, si è affezionato all’umanità, alla mia umanità. Non si tira indietro, dà tutto per noi. Dio sa stare, Dio rimane anche se l’amarci porta alla croce mentre noi siamo sempre tentati dalla fuga. Dio si spreca per noi mentre noi rimaniamo fermi nelle nostre posizioni senza mai sbilanciarci. Dio suda sangue, sente paura e prova angoscia pur di essere solidale a noi. La forza dell’amore sta nella piccolezza. Dio è una mano che crea e ricrea senza manipolare. Dovremmo imparare a ripetere: “Gesù insegnami a stare con Te e a non pensare di potermi salvare con le mie solo forze. Gesù ridammi la giovinezza del cuore per essere, oggi, un altro Simone Cirene. Gesù prendi la mia mano mentre mi tormenta la paura di non essere nessuno, e di non essere di nessuno. Non sono capace di stare con Te, nella solitudine del Getsemani fammi spazio. Voglio stare dentro di Te per gustarti meglio, per amarti sempre meglio. Così sia!
Fr. Kaborepaulvincent fdp.
V Domenica di Quaresima : Per amore .. togliersi di mezzo
Gesù intercetta il desiderio dei viandanti Greci greci, così come intercetta i nostri desideri: VEDERLO! . Dove si vede Dio ? Lo si vede sulla croce, dove consegna sé stesso. Non a caso Dio si identifica col chicco di grano che muore sotto terra dando molto frutto (Gv 12, 24). L’ accento il Signore lo pone sulla fecondità e non sul sacrificio. Vivere è dare la vita.
IV Domenica di Quaresima: La croce, l'abbraccio di Gesù

Tutta la storia biblica inizia con un “sei amato” e termina con un “amerai” (P. Beauchamp). Ecco una traccia incancellabile dalla nostra vita. Ci siamo perché amati. Ci siamo perché desiderati. Tutto il “resto è spazzatura” (Fil 3, 7-8). L’evangelista Giovanni sintetizza tutto all’osso: «Dio (..) ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito perché chiunque crede in lui non va perduto, ma abbia la vita eterna». Dio ha tanto amato. E’ il Dio dispendioso. «Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama» (Paul Xardel).
III Domenica di Quaresima : Gesù scaccia i mercanti dal Tempio
II Domenica di Quaresima - La Trasfigurazione: la Grazia che ci cambia dentro

La trasfigurazione: la grazia che ci cambia dentro
«Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni». È la forza della chiamata. È la forza della compagnia. Gesù chiama i discepoli e ciascuno di noi a salire più in alto. Da soli non possiamo intraprendere il cammino. Da soli non troviamo la forza per metterci in strada. Chiediamo al Signore di prenderci con sè. In fondo, c’è in tutti il desiderio di alzarci ma ci manca il fiato. Ci manca la luce. Ci mancano le ali della gratuità. Ci mancano le ali della speranza. Siamo seduti ai piedi della “montagna dello scoraggiamento”, ai piedi della “montagna della rassegnazione. Ma anche lì il Signore non ci molla.
“Li condusse su un alto monte” scrive l’evangelista Marco. L’esperienza della trasfigurazione fa sperimentare la gratuità dell’amore di Dio che ci dice che ci ama fino alla donazione di sè. E ci mostra quello che gli costerà, ma neppure il prezzo pagato per noi lo distoglierà della sua missione. Scrive Paolo nella lettera ai Romani: “Dio non risparmiò niente, nemmeno suo Figlio”. Fare l’esperienza della trasfigurazione è fare l’esperienza del Dio che non si risparmia per ciascuno di noi. Siamo trasfigurati quando l’amore del Dio amante della vita rovescia i nostri criteri. Siamo trasfigurati quando ci fidiamo della Promessa di Dio. Urge mettersi alla scuola del nostro Padre nella fede, Abramo: alla scuola dell’affidamento, alla scuola della consegna di sé. Lo slancio di Abramo è questo: non trattengo nulla per me perché Dio stesso provvede.
L’atteggiamento di Pietro, poi, ci fa dire che i binari della trasfigurazione sono i binari dello stupore: “non sapeva cosa dire”. Il cristiano trasfigurato apre i cantieri faticosi dell’ascolto. “Questi è il Figlio mio, l’amato ascoltatelo!” “Ascoltate Lui!”. È un imperativo. È un sussurro. È una invocazione: per favore ascoltate Lui! Noi diventiamo la parola che ascoltiamo. È questo il cammino della trasfigurazione: questo ascolto, ore dopo ore, stagione dopo stagione, giorno dopo giorno, ci cambia dentro. E’ la Grazia che ci cambia dentro.
Fr. Kaborepaulvincent fdp


