Martedì, 02 Febbraio 2016 14:38

Presentazione di Gesù al Tempio: la festa dell'incontro. "Gesù viene incontro a noi e noi andiamo incontro a Lui"

Presentazione di Gesù al Tempio: la festa dell'incontro. "Gesù viene incontro a noi e noi andiamo incontro a Lui"

Il Papa nella sua omelia ha assunto il brano di Lc 2,22- 40 come icona della vita consacrata: nel tempio Gesù viene incontro a noi e noi andiamo incontro a Lui.  I consacrati e le consacrate sono chiamati innanzitutto ad essere uomini e donne dell’incontro. La vocazione, infatti, non prende le mosse da un nostro progetto pensato “a tavolino”, ma da una grazia del Signore che ci raggiunge, attraverso un incontro che cambia la vita. Chi incontra davvero Gesù non può rimanere uguale a prima. Egli è la novità che fa nuove tutte le cose. Chi vive questo incontro diventa testimone e rende possibile l’incontro per gli altri; e si fa anche promotore della cultura dell’incontro, evitando l’autoreferenzialità che ci fa rimanere chiusi in noi stessi.

Inoltre come Gesù che per farsi incontro a noi, non ha esitato a condividere la nostra condizione umana così i consacrati e le consacrate sono chiamati ad essere segno concreto e profetico di questa vicinanza di Dio, di questa condivisione con la condizione di fragilità, di peccato e di ferite dell’uomo del nostro tempo.
Il Vangelo ci dice anche che «il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui» (v. 33). Giuseppe e Maria custodiscono lo stupore per questo incontro pieno di luce e di speranza per tutti i popoli. E anche le persone consacrate, sono custodi dello stupore. Uno stupore che chiede di essere sempre rinnovato; guai all’abitudine nella vita spirituale; guai a cristallizzare i  carismi in una dottrina astratta: i carismi dei fondatori non sono da sigillare in bottiglia,non sono pezzi da museo. I fondatori dei vari Istituti sono stati mossi dallo Spirito e non hanno avuto paura di sporcarsi le mani con la vita quotidiana, con i problemi della gente, percorrendo con coraggio le periferie geografiche ed esistenziali. Non si sono fermati davanti agli ostacoli e alle incomprensioni degli altri, perché hanno mantenuto nel cuore lo stupore per l’incontro con Cristo. Non hanno addomesticato la grazia del Vangelo; hanno avuto sempre nel cuore una sana inquietudine per il Signore, un desiderio struggente di portarlo agli altri, come hanno fatto Maria e Giuseppe nel tempio. Anche i consacrati  sono chiamati oggi a compiere scelte profetiche e coraggiose.
Infine, dalla festa di oggi impariamo a vivere la gratitudine per l’incontro con Gesù e per il dono della vocazione alla vita consacrata. Com’è bello quando si incontra il volto felice di persone consacrate, magari già avanti negli anni come Simeone o Anna, contente e piene di gratitudine per la propria vocazione. 

 

Cristo Gesù, nostra gioia e salvezza, cercato e trovato nella casa del Padre tuo da Simeone, uomo giusto,fa' che ti riconosciamo e ti incontriamo anche noi nelle membra sofferenti della tua Chiesa!