La vocazione del "lievito nella farina"
Domenica, 18 Febbraio 2024 23:07

Dio fa storia con i nostri deserti

 I passi delle letture di oggi ci introducono nella prima domenica di quaresima: Dio fa la storia con i nostri deserti. L’essenzialità del vangelo di Marco ci sprona a ritornare all’essenziale. Scrive l’evangelista: “lo Spirito lo gettò fuori nel deserto” (Mc 1, 12). Dio sa esporsi più in là . Il deserto è assenza di sicurezza, dove può accadere il "non programmato" Gesù entra nella palestra della nostra vita per stare con i nostri lati più ombrosi. Ecco perché non possiamo sfuggire a noi stessi. Dobbiamo uscire dai nostri “castelli incantati” per sperare una terra promessa. Quanti “castelli incantati” abbiamo?  Nel deserto spesso camminiamo nell’aspettativa e dobbiamo per forza di cose mortificare  la nostra fame di controllo. Genera stupore che san Marco non specifica affatto il tipo ‹la forma› di prova che Gesù sta affrontando. È come se ci dicesse che la prova non è un ostacolo che si presenta nella vita, anzi è un’occasione. È l’occasione per tirare fuori il meglio di noi stessi, quel "meglio" che fatica a nascere. Il nostro tempo desertico e il Tempo compiuto non sono due tempi diversi. Sono due tempi che si incontrano. Nel deserto delle nostre città dove l’accidia – il subire la vita ma non vivere pienamente – cammina a velocità impressionante siamo chiamati ad accorgerci del Regno di Dio che è qui. Non lasciamoci anestetizzare dalla ricerca di tempi migliori. Ogni tempo è il tempo opportuno, ma anche ogni luogo è luogo opportuno. È Dio che capovolge i nostri criteri. “Girati per favore” dice il Signore amante della vita – ecco la conversione – per accorgerci del Suo passare. Questa è la nostra grande scommessa. Gesù ci precede nei nostri deserti e ci aspetta. Smettiamo dunque di arroccarci sulle nostre sicurezze. 

                                                                                                                                                Fr. Kaborepaulvincent fdp.

Domenica, 12 Novembre 2023 01:39

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Tutta la nostra esperienza di fede è tessuta sull’attesa del Signore ed è scandita dal grido: “Vieni Signore Gesù, maranathà!” Tutta la nostra vita è un’uscire, un andare incontro allo sposo.  

Tutte le dieci vergini prendono le loro lampade: ognuna porta con sé il proprio corpo, la propria umanità, però qualcuna "con" l’olio e qualcun’altra "senza" olio.

L’olio è lo Spirito Santo, è l’amore dispendioso. L'olio è l'amore non trattenuto. Camminare senza olio è un camminare spento. Viaggiare senza olio è un viaggio spento. Un ministero senza olio è un ministero apatico. Un servizio senza olio è un servizio che spersonalizza. Un matrimonio senza olio è un matrimonio che muore. Una politica senza amore uccide. Un volto senza olio allontana l’altro.

Venerdì, 27 Ottobre 2023 23:40

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Gesù, «nella sua azione pastorale», fa dell’incontro il suo stile. Sa fermarsi per affrontare il rischio a cui espone ogni incontro. Si lascia toccare dalle domande. Il dottore della legge gli chiede: «Maestro (…) qual è il grande comandamento?» (Mt 22, 36). Gesù non fa un elenco di precetti, non sciorina un litania di cose da fare. Gesù sintetizza tutto così: Ama!

Sabato, 21 Ottobre 2023 20:48

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Gesù domandò loro: "Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?". Distinguere, mai confondere. Distinguere mai sostituire: il primato è di Dio. Il primo posto spetta a Dio. "Ci ha chiamati per nome". Chiediamoci:  Cosa/chi regge la mia vita? Di chi sono proprietà? Dei titoli? Del ruolo?.  "Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio" (Mt 22, 20). Cosa non riesco a dare di me a Dio? Cosa non riesco a consegnargli?

Spirito Santo, luce dei cuori, aiutaci a decentrarci,a fare spazio al Dio della lavanda dei piedi. Spirito Santo soffia sui nostri sentimenti di scontentezza, di rabbia e donaci i sentimenti di Cristo.  Così sia!

Sabato, 07 Ottobre 2023 17:57

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Dio è il vignaiolo ed è sempre al lavoro: non si risparmia. Cura con ostinazione ogni dettaglio della sua vigna. Visita noi, sua vigna, sorprendendoci.

Ma noi ci lasciamo sedurre dai "capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo", da altre voci e camminiamo spesso chiusi in noi stessi, sordi e ciechi emozionalmente, freddi di cuore. 

Dio, però, nonostante la nostra impermeabilità continua a perdere tempo con noi. La sua tenacia, nel Vangelo , si vede nei suoi vari tentativi nel  tessere un’ alleanza con noi. Perché Dio perde il tempo a stare dietro a me? Per una sola ragione: gli appartengo

! Quelle siepi, quelle viti, quel torchio e quella torre (Mt 21, 33-34) sono un regalo o meglio ancora, possiamo dire che tutte quelle doti, quei frutti e quelle abilità che abbiamo ricevuto, non sono neppure un regalo, ma un prestito: non sono “nostri” ma ci sono stati dati “in affitto”.

Noi invece vorremmo sentirci padroni/titolari di ciò che siamo e abbiamo. Gioca in noi una paura di fondo: non essere proprietari e titolari di ciò che ci è dato. Ci disturba il fatto che questa vita non dipenda da noi, non nasca da noi; pretendiamo di essere gli autori di tutto. E così tutti i nostri sforzi sono rivolti ad “impadronirci” della vita nostra e altrui.

Domenica, 19 Novembre 2017 20:25
FDV, PSMC,MLO, ISO ... insieme

Il 18 novembre 2017 si è concluso a Roma, presso la casa dei Fratelli delle Scuole Cristiane, l'incontro organizzato "dall'Associazione Famiglie Carismatiche" .Sono stati giorni pieni di entusiasmo e speranza che ci hanno impegnato a riflettere su:

- conoscere di più le Famiglie Carismatiche

-  sensibilizzare alla comunione, alla formazione e alla collaborazione

- agire con più significatività nell'evangelizzare secondo i propri carismi.

   Tali incontri sono in atto da diversi anni e sono nati sotto l'impellente invito di Papa Francesco a vivere "in comunione" non solo dentro la propria Famiglia Carismatica (religiosi e laici) ma con tutte le Famiglie Carismatiche presenti nella Chiesa, affinchè, in questa epoca, la Vita Consacrata sia autentica presenza profetica.

Giovedì, 09 Gennaio 2014 00:10


Si sta svolgendo presso Villa San Biagio (Fano ) l'incontro nazionale dell'ISO italiano. Don Vincenzo Alesiani, FDP, già Assistente Generale dell'Istituto ha accolto le partecipanti nel giorno in cui la chiesa celebra la visitazione di Maria ad Elisabetta(31 maggio). Un evento liturgico, questo,  che orienta la vocazione secolare consacrata (scarica il testo)

Giovedì, 09 Gennaio 2014 00:10

 In questo Anno della Fede , in cui il Papa ha invitato i credenti a riscoprire la bellezza dell'essere cristiani, anche le consacrate dell’ISO  si sono soffermate ad approfondire questo tema. 

Giovedì, 09 Gennaio 2014 00:09
 Si sta svolgendo a Roma, presso la sede legale dell’ISO, l’incontro formativo del gruppo italiano. 
Nell’Anno della Fede, il gruppo pone dinanzi a sé, quali modelli di credenti e testimoni della fede, don Orione e alcuni “Santi di Famiglia”.  Rivisita alcuni punti salienti della Regola di Vita, vive intensi momenti di preghiera, celebra l’Eucaristia, elabora le linee guida dei progetti annuali, gode dello stare insieme come fratelli.
Nell’animazione delle varie giornate si alternano i vari gruppi locali ( romano/pugliese, sardo, padano e siculo) e alcuni relatori : il Superiore Generale don Flavio Peloso, e gli Assistenti Regionale e Generale , don Enrico Casolari e don Eldo Musso.
Giovedì, 09 Gennaio 2014 00:09
Oggi, 16 dicembre, III domenica di Avvento, alle ore 9,30, si è dato appuntamento, presso la comunità orionina della Parrocchiale del SS.mo Salvatore in Selargius, il piccolo gruppo dell’ISO, nelle persone di Luisella, Rossana, Anna, Rita e Lucia.
Don Gino Moro nella meditazione dettata ai membri del gruppo locale ha ampiamente spiegato che cosa si intende per atto di fede, commentando la frase di Paolo ai Romani: ““Se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti sarai salvo”.