Io sono il buon Pastore
11Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 12Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 13perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. (Gv 10,11-18)
Le immagini tratte dalla pastorizia sono frequenti nell’Antico Testamento, infatti la cultura di Israele era in larga misura pastorale. Mosè e Davide erano pastori, Dio era rappresentato come il pastore del gregge (p.e. Sal 23; 80). È tradizionale l’immagine del re pastore che guida il suo popolo ed è tradizionale anche la figura del Dio Pastore che porta il suo popolo verso la libertà, verso la vita.
Davanti all’infedeltà dei pastori, Dio decide di prendere in mano il suo gregge (Geremia 23; Ezechiele 34) e dare al suo popolo dei “pastori secondo il suo cuore” (Geremia 3,15). La più grande minaccia contro la ribellione sarà: “Non sarò più il vostro pastore!” (Zaccaria 11).
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Vorrei ora cercare di ritornare all’inizio della nostra chiamata, per riscoprire quali sono le caratteristiche a cui Gesù guarda per scegliere i suoi pastori e, infondo chiederci, se e come ci stiamo nel gruppo dei pastori del Signore.
Mc 3,13-19 CHIAMATA del MONTE
13Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. 14Ne costituì Dodici - che chiamò apostoli -, perché stessero con lui e per mandarli a predicare 15con il potere di scacciare i demòni. 16Costituì, dunque, i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, 17poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè "figli del tuono"; 18e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo 19e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.
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La Parola di Dio: un amore che ci parla ancora
Ci sono delle parole che dalla bocca di Dio, fin dall’eternità, hanno risuonato e continuano a risuonare per indicarci cosa egli veramente pensi e senta verso le creature umane, cioè che cosa egli pensa e sente verso di me.
All’inizio della storia dell’umanità leggiamo che Dio dopo aver dato vita all’uomo lo guardò e vide che “era cosa molto buona” (Gen 1,31). La creazione era buona, le creature umane molto buone. Il primo giudizio che Dio ha verso le creature umane è un giudizio positivo, anzi molto positivo, riconoscendo in loro qualcosa di speciale ed eccezionale rispetto a tutte le altre creature. Se poi sfogliamo tutta la Bibbia, nel corso dei millenni, nonostante tutto il male ed il peccato commesso dagli uomini, Dio non ha mai cambiato opinione sulle creature umane! Noi ai suoi occhi siamo “molto buoni”.
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Il 16 maggio 2004 Papa Giovanni Paolo II ha proclamato santo Luigi Orione . Nel ricordo di questa solennità, così cara a tutti noi, gli rivolgiamo la nostra preghiera:
O San Luigi Orione, padre dei poveri e apostolo della carità, tu che hai solcato il mare della vita senza paura, sostenuto dalla Divina Provvidenza, insegnaci a non restare sulla riva. Donaci un cuore grande come il tuo, capace di vedere “solo le anime dei nostri fratelli”: anime ferite e smarrite, anime in ricerca e nella gioia, anime povere, sole, dimenticate. Fa’ che sappiamo riconoscere in ciascuno il volto di Cristo e servirlo negli uomini, come tu ci hai insegnato. O santo della fiducia, insegnaci ad abbandonarci alla Provvidenza, a credere che “Dio è padre e non ci lascerà mancare nulla”, a camminare “per ignem et aquam”, tra le prove e le tempeste della vita, senza perdere la speranza. Quando il mare dentro di noi si agita, quando la paura ci blocca o la chiusura ci fa tornare indietro, donaci il coraggio di attraversare, di fidarci, di amare. Fa’ che anche noi diventiamo ponti, segni vivi di quella carità che sola unisce i popoli e guarisce le distanze. O Don Orione, tu che volevi essere “tutto a tutti”, rendici operatori concreti di bene, capaci di cercare e medicare le ferite del popolo, di portare consolazione e speranza a chi vive nel dolore. Accendi in noi “la musica profondissima della carità”, perché la nostra vita diventi un cantico di fraternità universale in Cristo. E guidati da Maria, Stella del mare, possiamo attraversare il mare infido del mondo senza temere, fino al porto della vita eterna. Amen.

Il 18 novembre 2017 si è concluso a Roma, presso la casa dei Fratelli delle Scuole Cristiane, l'incontro organizzato "dall'Associazione Famiglie Carismatiche" .Sono stati giorni pieni di entusiasmo e speranza che ci hanno impegnato a riflettere su:
- conoscere di più le Famiglie Carismatiche
- sensibilizzare alla comunione, alla formazione e alla collaborazione
- agire con più significatività nell'evangelizzare secondo i propri carismi.
Tali incontri sono in atto da diversi anni e sono nati sotto l'impellente invito di Papa Francesco a vivere "in comunione" non solo dentro la propria Famiglia Carismatica (religiosi e laici) ma con tutte le Famiglie Carismatiche presenti nella Chiesa, affinchè, in questa epoca, la Vita Consacrata sia autentica presenza profetica.

Si sta svolgendo presso Villa San Biagio (Fano ) l'incontro nazionale dell'ISO italiano. Don Vincenzo Alesiani, FDP, già Assistente Generale dell'Istituto ha accolto le partecipanti nel giorno in cui la chiesa celebra la visitazione di Maria ad Elisabetta(31 maggio). Un evento liturgico, questo, che orienta la vocazione secolare consacrata (scarica il testo)
In questo Anno della Fede , in cui il Papa ha invitato i credenti a riscoprire la bellezza dell'essere cristiani, anche le consacrate dell’ISO si sono soffermate ad approfondire questo tema.

Carissime, Carissimi,


