Sabato, 16 Dicembre 2017 18:10

Arcabas "Natività" (da “Gioventù francescana toscana”)

Arcabas "Natività" (da “Gioventù francescana toscana”)

…Che meraviglia vedere un uomo come Giuseppe!

Perché Dio è semplice, Dio è proprio così...
Buon Natale e Felice Anno Nuovo

Lui è il simbolo di tutta l’umanità che ama Dio! E non può che rimanere sveglio ad adorare e amare con tutto se stesso il grande mistero che i suoi occhi vedono. Sa di dover custodire il Dio-con-noi, sa di dover proteggere un Dio che ha scelto di incarnarsi proprio nella sua sposa e nella sua storia, e dopo il timore e i dubbi dell’inizio, adesso si lascia avvolgere anima e corpo da questo amore, che lo illumina di un rosso che è Passione, passione d’amore e anche di dolore.

E porta in mano una candela, strano no? Portare luce al Salvatore, Gesù, la luce che nasce per illuminare ogni uomo. Si potrebbe pensare che questo sia un gesto alquanto inutile, d’altronde è superfluo portare una misera candelina a Dio, che è la luce del Mondo.
E invece qui c’è il grande segreto del cristiano: offri un po’ del tuo amore a Dio, che tutto si è donato per amore. Che per primo ci ha amato, e che non ha affatto bisogno che noi aggiungiamo qualcosa al Suo amore, che è già perfetto, ma che allo stesso tempo, se gli offriamo in dono la nostra fiammella, ci ama di un amore ancora più grande. Nessun amore è inutile, nessun dono fatto per amore e con amore sarà allora mai troppo piccolo.
 
Bonhoeffer diceva che “ci sono solo due luoghi in cui i forti e i grandi di questo mondo perdono il loro coraggio, in cui sono spaventati nel più profondo della loro anima, da cui rifuggono pieni di paura: sono la mangiatoia e la croce di Cristo”.

Giuseppe non fugge la mangiatoia, ma vi si avvicina con una candela accesa in mano, così come Maria non fugge dalla croce, ma si pone ai suoi piedi.

Saper donare con amore nel nostro piccolo, offrire la nostra fiammella di luce, impastata di gioie, dolori, speranze, di vita, significa fare di se stessi il riflesso vero e vivido dell’amore di Dio, è davvero essere sue creature.

Mettiamoci dunque, in questo Natale, nella prospettiva di Giuseppe, e facciamo che per noi, come per lui, sia sempre Natale. Facciamo come se Gesù abitasse con noi, fosse un piccolo bambino in fasce, e noi dovessimo prendercene cura, farlo crescere.

Accendiamo le nostre fiammelle e porgiamo la luce al datore della luce: allora saremo incendiati dal suo Amore, e potremo vivere davvero con Dio nel nostro cuore… Possibile? Se guardiamo Giuseppe, si…

Complicato? Forse, ma intanto facciamo come Giuseppe, facciamolo per questa notte: sarà come vegliare al lume di una candela un bambino e la sua mamma che dormono abbracciati.
Perché Dio è semplice, Dio è proprio così…

Perché Dio è semplice, Dio è proprio così...
Buon Natale e Felice Anno Nuovo

Rosita