Venerdì, 23 Luglio 2021 15:17

Lasciarsi abitare dalla luce

ENTRARE NELL’AMICIZIA CON DIO

(pensieri sul peccato e la fragilità che ci abita) - scarica il video 

Prima d’ogni considerazione è fondamentale acquisire la coscienza che i nostri limiti, fragilità, tutti quei nostri spazi d’ombra che fatichiamo ad accettare, che sembrano allontanarci da noi stessi, dagli altri e da Dio, sono invece occasioni per poterci avvicinare a Lui, occasioni perché Dio possa avvicinarsi a noi. Non c’è zona d’ombra che abbia il potere di allontanarci dalla fonte della vita. Occorre solo riconciliarci con la nostra ombra, con il nostro limite, farlo emergere, chiamarlo per nome, abbracciarlo e dirgli: ti accolgo perché fai parte di me.

Dio non ha dinanzi a sé figli santi e figli peccatori, ma solo uomini e donne assetati di felicità, con un incredibile desiderio di essere amati e poter fiorire. E  pertanto chiede loro di “lasciarsi attraversare dalla Sua Luce”

La purezza evangelica è proprio la disponibilità a lasciarsi attraversare dalla luce. Si è puri come un diamante quando si è aperti, così vasti da lasciarsi attraversare dalla luce. Come dice l’attore e scrittore Alessandro Bergonzoni: forse dovremmo insistere meno sul voto di castità, ma più sul voto di vastità. Dobbiamo diventare vasti, talmente vasti da lasciarci attraversare dalla luce. Questa è purezza evangelica: lasciarci trovare disponibili, non ingolfati di cose, oggetti, desideri  (da “La ferita e la luce” di P Scquizzato -Effatà ed)

Ed invece … SIAMO ESSERI "ONDULANTI": tra depressioni ed elevazioni!

Come dice il diavolo Berlicche , nell’opera di Lewis: "Gli esseri umani sono anfibi - mezzo spirito e mezzo animale. Come spiriti essi appartengono al mondo dell'eternità, ma come animali sono abitatori del tempo. Ciò significa che, mentre il loro spirito può essere diretto verso un oggetto eterno, il loro corpo, le passioni e l'immaginazione sono in continuo divenire, poiché essere nel tempo significa mutare. Perciò la cosa che più li avvicina alla costanza è l'ondulazione - cioè il ripetuto ritorno a un livello dal quale ripetutamente si allontanano, una serie di depressioni e di elevazioni" (da C. S. Lewis, Lettere di Berlicche, Mondadori, Milano, 1996, p.33-36)

E poi … ci ritroviamo a cadere in alcuni errori grossolani.

Spesso confondiamo il proibito con l’impossibile

Compiamo lo stesso errore di Adamo e di Eva: confondere il proibito con l’impossibile. Dio dice loro che è impossibile mangiare il frutto e vivere; loro capiscono che mangiare il frutto è proibito, anche se a loro farà bene. Tutti i comandamenti di Dio, peraltro, non fanno che allertare su ciò che è impossibile. La tentazione è sognare un altro mondo, un mondo in cui l’impossibile non esista. Un mondo in cui Adamo ed Eva possano mangiare del frutto mortale e non morirne. Un mondo in cui ci si possa drogare e restare liberi, senza dipendenze; in cui si possa uscire a cena con l’affascinante stagista dell’ufficio e rimanere padri di famiglia esemplari; in cui si possa essere al contempo ladri e fieri di se’. Un mondo in cui gli atti non avrebbero alcun peso. Un mondo in cui essere peccatori e felici. E il tour de force del tentatore, da Adamo ed Eva in poi, è farci credere che nulla di tutto questo è impossibile, solamente proibito.

La volontà di Dio si compie  AMANDOLA e VOLENDOLA LIBERAMENTE

Ci sono due maniere di prestare l'orecchio al tentatore. La più evidente consiste nel rivoltarsi a un Dio così tirannico e geloso; ma si può anche accettarne la dominazione, farsi suoi schiavi.  In entrambi i casi che catastrofe!  Quale contraddizione rispetto a quello che Dio prova a dirci! Perché c'è una sola maniera di fare la volontà di Dio: amandola, credendo che essa è buona per noi, che ci conduce a un vero bene; dunque volendola liberamente. Certamente non chiudendo gli occhi e piegando la testa, non si tratta di ubbidire ma di capire - e comprendendo probabilmente troveremo il bene desiderabile e il male pericoloso. Allora agiremo liberamente, perché avremo riconosciuto il nostro bene e lo cercheremo di nostra spontanea volontà. 

Il rapporto insano con il male nasce dalla confusione tra virtù e sottomissione faticosa ad una incomprensibile volontà divina

Altro errore è confondere la virtù con una faticosa sottomissione, a una volontà divina incomprensibile. Questo ci porta continuamente a pensare, in un angolino della nostra testa, che quel peccato in cui mi proibisco di cadere mi farebbe però del bene.  Se Dio è un tiranno, anche se desideriamo ubbidirgli la trasgressione avrà sempre dei colori seducenti. Quanti rapporti ambigui e insani con il male prendono origine da questa confusione, che alimenta tante dipendenze e sentimenti di disagio. Perché noi continuiamo a credere che il male sta nella trasgressione, mentre invece mentre è invece il peccato in sé che ci distrugge.

Non si può essere felici contro la propria coscienza

Tutti i confessori sanno che nel penitente il sentimento dominante non è la vergogna della confessione - per la quale serve comunque del coraggio per superarla- ma l'infelicità.  Un dolore quasi fisico nel raccontare qualcosa che si trova ingiustificabile e che nondimeno è la nostra vita. Non si può essere felici contro la propria coscienza.  Non si può essere felici quando si è in guerra con se stessi.

L’amicizia di Cristo va scelta liberamente

La vita cristiana non può essere un insieme di cose da fare per meritare l' amicizia di Dio ,  ma l'accoglienza di questa amicizia che Cristo propone. Un'amicizia che, come ogni amicizia vera,  non si può imporre a colpi di comandamenti:  va scelta liberamente .  E’ l'amicizia che, un poco alla volta, trasforma il cuore umano, il quale può cambiare non perché si sente colpevole ma perché si sente amato. E’così per tutte le conversioni spettacolari del Vangelo. Ad esempio Zaccheo non cambia vita perché Gesù è venuto a fargli la morale . Non gli ha detto che rubare è male ma si è semplicemente autoinvitato a casa sua, l'ha guardato con amicizia e quella amicizia ha cambiato tutto.

Non esiste vita morale senza vita spirituale

Ecco perché nella vita cristiana non esiste vita morale senza vita spirituale.  Perché è l'amicizia con Cristo,  è la presenza di Dio in noi -   che noi chiamiamo Spirito Santo - a illuminarci su quello che è buono e al tempo stesso a darci la voglia di compierlo e a liberarci pazientemente da tutto ciò che ci trattiene dal farlo. E’ solo la frequentazione di Dio, la familiarità con Dio, che ci libera dal peccato, che ci impedisce di fare quello che noi vogliamo, ci libera dal peccato.  che distrugge la nostra libertà.  La preghiera, la messa, i sacramenti, non sono condizioni previe a questa amicizia,  ma elementi che vengono a nutrirla e a farla crescere.

La salvezza non è una ricompensa ma l’amicizia stessa con Dio

La vita eterna comincia con la nostra vita attuale e altro non è e non questa familiarità con Dio. Questa vita, sotto la guida dello Spirito lentamente ci trasforma in figlie e figli di Dio. La salvezza non è la ricompensa alla nostra amicizia con Cristo: la salvezza è questa amicizia stessa, che ci unisce a Dio per l'eternità.  Il punto allora, non è più sapere se abbiamo osservato bene questo o quello, o se Dio vorrà perdonarci qualche scarto dalla retta via, ma gettarci interamente nell'amicizia che Dio ci offre.  Fare una questione di aritmetica, che si abbia di Dio l'immagine di un giudice inflessibile e terribile o di un papà dolcemente lassista significa, in entrambi i casi, non aver compreso la natura stessa della salvezza.  I conti da farmacista non hanno molto a che vedere con un grande amore. Mentre i primi richiedono che cosa dare con precisione, il secondo domanda una cosa sola: tutto.

L’amicizia con Dio chiede il nostro intero essere

Una simile morale, fondata sulla vita spirituale, una morale radicata nell'amicizia con Cristo,  non è meno esigente della morale che ci richiede solo obbedienza alle regole. Anzi lo è di più, dal momento che non si aspetta da noi solo il tal gesto, il sacrificio di un certo piacere o di quella mezz'ora: non ci chiede niente di meno che il nostro intero essere.  Non possiamo entrare in questa amicizia senza tutta la nostra persona una persona ancora imperfetta, senza dubbio, ma Dio saprà guidarci bene, se solo siamo davvero decisi a seguirlo.  E forse perché avvertiamo quanto una morale come questa sia esigente, persino all'eccesso, che noi così spesso la eludiamo e preferiamo l'altra, quella dell' obbedienza ai comandamenti,  in fondo talmente più facile .  E questo è il motivo per cui la Bibbia ci presenta a Dio spesso insoddisfatto del popolo che chiama a sé : "Mi voltano le spalle-si lamenta- mentre io vorrei vedere la loro faccia".  Preferiscono essere degli schiavi che ricevono ordini e vengono puniti anziché degli amici che sono guardati negli occhi. Noi crediamo di cercare il volto di Dio, ma è lui che cerca il nostro, instancabilmente,  perché sa che questo  Vis à Vis  per il quale ci ha creati è l'unico Orizzonte a misura del nostro cuore assetato di infinito. (Da “Sulla soglia della coscienza  - la libertà del cristiano secondo Paolo” Adrien Candiard – Emi)                                   (Scarica il video)