Nel mistero luminoso del Natale, mentre contempliamo il Bambino deposto nella mangiatoia, la Parola di Dio ci ricorda che “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14). È qui, nella semplicità e nella povertà di Betlemme, che Dio sceglie di incontrare l’umanità, portando una speranza che non delude.
Come annuncia il profeta: “Quanto sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace” (Is 52,7). Il Natale è proprio questo: un annuncio di pace, di salvezza e di gioia per tutti, soprattutto per i più piccoli, i poveri e i sofferenti.
San Luigi Orione, innamorato di Cristo e dell’uomo, ci invita a vivere questo mistero con concretezza evangelica:
“Fare del bene sempre, del bene a tutti, del male mai a nessuno”.
E ancora ci ricorda che “solo la carità salverà il mondo”, perché è la carità il volto più vero del Dio che nasce per noi.
In Gesù Bambino, Dio “dopo aver parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi”, oggi “ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1,1-2). Accogliere il Natale significa allora lasciarsi trasformare da questa Parola fatta carne, diventando anche noi segno di amore, di misericordia e di speranza.
Con l’augurio che questo Natale riaccenda nei cuori la fede, rafforzi la speranza e renda operosa la carità, sull’esempio di san Luigi Orione e alla luce del Bambino di Betlemme.
Buon Natale e un santo Natale di pace!


