La Parola di Dio, che proponeva l’immagine dei tralci che uniti alla vite portano i loro frutti, ha ricordato che i “frutti buoni” attesi dal vignaiolo Dio Padre, non sono altro che le esistenze di ciascuno di noi “riuscite” in umanità, amore, solidarietà . E la riuscita è possibile per la presenza in ogni battezzato di quella linfa vitale che è lo Spirito Santo. Tutti siamo chiamati, in forza del battesimo ricevuto, e , in aggiunta, per la consacrazione accolta, a far risplendere la “bellezza” di Dio, di un Dio che pota e purifica con la forza penetrante della sua Parola.
L’omelia del celebrante si è conclusa con l’esortazione a rinnovare il nostro “RIMANERE” in Gesù, nostra unica vera “vite”, a rinnovare il nostro LEGAME con Lui, fino a poter dire con san Paolo “Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me”.
Nel giorno in cui si ricorda l’apparizione della Madonna a Fatima , che , tra l’altro, è riconosciuta come la protettrice dell’Istituto Secolare , non ci si poteva congedare che con l’affidamento a lei . Don Giovanni ha concluso dicendo “Ci affidiamo a Maria che ha prestato il suo grembo come dimora al Creatore e che nello stesso tempo si è lasciata abitare dal Creatore: sia lei ad indicarci la via da seguire, per produrre ed essere quei frutti buoni attesi dal suo Figlio Gesù”.



Il 13 maggio l’Istituto Secolare Orionino ha festeggiato, in modo del tutto singolare, la ricorrenza del suo ventitreesimo anno dall’approvazione canonica, da parte dell'allora vescovo di Tortona mons. Canessa.