Regola di vita

Capo I
L'ISTITUTO SECOLARE ORIONINO

Art. 1 - L'Istituto Secolare Orionino femminile è formato da donne che si consacrano a Dio rimanendo nel mondo per santificarlo dal di dentro, secondo le leggi della Chiesa e nel solco caritativo del Beato Luigi Orione.
Fine primario e generale dell'Istituto è la santificazione dei membri mediante l'osservanza dei consigli evangelici, mirando alla perfezione della carità e mantenendo la fisionomia e gli impegni di laiche e di secolari.
Suo fine particolare è di servire Dio, la Chiesa e le Anime secondo il carisma di Don Orione: "collaborare da umili figlie della Divina Provvidenza per portare i piccoli, i poveri, il popolo alla Chiesa e al Papa, per "Instaurare omnia in Christo", mediante l'esercizio della carità. (1) regola-di-vita

Art. 2 - L'Istituto Secolare Orionino femminile si riconosce unito, per origine e carisma, alla Piccola Opera della Divina Provvidenza. Nell'autonomia della propria identità, ne vive il medesimo carisma in comunione con tutte le componenti: i Figli della Divina Provvidenza (sacerdoti, coadiutori, eremiti), le Piccole Suore Missionarie della Carità (di vita attiva e contemplativa, Sacramentine cieche adoratrici) e le Associazioni laicali.


Art. 3 - L'Istituto Secolare Orionino è consacrato al nostro Dio e Redentore Gesù Cristo, ed è posto sotto la protezione di Maria, Madre di Dio e della Chiesa, e di San Giuseppe, patroni e modelli della vita laicale consacrata per il Regno di Dio. Venera come fondatore, padre, maestro e intercessore il Beato Luigi Orione.

Art. 4 - Può far parte dell'Istituto Secolare Orionino femminile ogni cattolica che abbia retta intenzione e possieda le normali qualità umane e religiose per assumere gli obblighi della consacrazione e della missione di testimoniare nel mondo l'evangelo e la vita nuova in Cristo. (2) L'Istituto accoglie anche giovani con handicap fisico, desiderose di testimoniare nel mondo la fiducia e l'abbandono nella Divina Provvidenza con l'accettazione e l'offerta gioiosa della propria invalidità.

Art. 5 - In risposta alla loro particolare vocazione, le Orionine secolari, già consacrate a Dio ed inserite nel Corpo mistico in forza del Battesimo e della Cresima, fanno una radicale e definitiva offerta di sè, vivendo nelle situazioni ordinarie del mondo (3) e avvalendosi della professione, delle attività, dei luoghi e delle circostanze rispondenti alla loro secolarità. (4) La secolarità consacrata comporta una presenza cosciente ed operante nel mondo e con i mezzi del mondo, per essere in esso un lievito per il ringiovanimento e la crescita del Corpo Mistico. (5) Questo lievito sarà diffuso dall'Orionina, in particolare, attraverso la sua carità immolata nell'agire, nel soffrire e nel pregare.

Capo II
CONSACRAZIONE

Art. 6 - Le Orionine diventano membri dell'Istituto mediante una specifica consacrazione a Dio, effettuata con la professione dei tre Consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza, e il quarto voto di "speciale fedeltà al Papa".
Lo stato di coloro che professano i consigli evangelici nell'Istituto appartiene alla vita e alla santità della Chiesa che ne riconosce e promuove la forma di vita come un dono per la sua missione.(6)

Art. 7 - Le Orionine si impegnano a vivere nella maniera più piena la consacrazione cristiana, fondata sul Battesimo e sulla Cresima, "seguendo Cristo che, vergine e povero, redense e santificò gli uomini con la sua obbedienza spinta fino alla morte di croce". (7) Pertanto, "prima regola e vita sia di osservare in umiltà grande e amore dolcissimo il Santo Vangelo". (8) Siccome Cristo vive nel suo Corpo mistico che è la Chiesa, il cui centro visibile di unità è il Papa, l'Orionina vive di intensissimo amore alla Chiesa e al Papa, come espressione dell'unico amore a Cristo.

Art. 8 - Le Orionine cercano di realizzare in se stesse quella appartenenza a Dio che Gesù Cristo attuò nella sua vita, e si dedicano a seguire i consigli evangelici, lasciandosi plasmare dallo spirito delle beatitudini e dalla mistica della carità ecclesiale: "facciamo generosamente della nostra vita tutta un gioioso olocausto di cristiana e apostolica carità, un'ostia pura e monda di sacrificio ai piedi del Papa e della Chiesa". (9)

Art. 9 - La consacrazione deve essere la consapevole, libera e gioiosa risposta alla vocazione, insigne dono di Dio. Per mezzo di essa partecipa più intimamente al dono totale di Cristo al Padre, sempre in atto nella Chiesa e per la Chiesa. In tal modo, essa viene maggiormente introdotta nella comunione di vita con la Santissima Trinità. Inserita più profondamente nel Mistero pasquale, può raccogliere più copiosi i frutti della grazia battesimale.

La regola di vita dell'ISO in altre lingue.

NOTE
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1. Don Orione, Cap.1 delle Costituzioni, 1935-1936.
2. Cfr. can.597.
3. Can.714.
4. Cfr. Primo Feliciter 2; Perfectae caritatis 11.
5. Cfr. Ad gentes 10.
6. Cfr. can.574 §1, 575.
7. Cfr. PC 1.
8. Don Orione, Lettere II, 278.
9. Don Orione, Scritti, 57, 69.